martedì 6 settembre 2016

Le isteriche soffrono di ricordi

Nello scritto intitolato Signorina Anna O., che costituisce uno dei casi clinici contenuti in Studi sull'isteria (1892-95), a firma di Joseph Breuer e Sigmund Freud, compare la prima disamina di un caso di «isteria» che aprirà la strada alla vera e propria psicoanalisi freudiana. Anna O., al secolo Bertha Pappenheim, donna d'intelligenza e cultura straordinarie, appartenente all'alta borghesia viennese, è in cura da Breuer per una serie impressionante di sintomi: paralisi rigida e insensibilità del lato destro del corpo e, talvolta, di quello sinistro; parziale cecità; tosse nervosa; assenza e confusione mentale; delirio; anoressia; idrofobia; incapacità intermittente di comprendere la lingua materna; e altro ancora. Breuer rese partecipe Freud del suo trattamento e il confronto fra i due fu alla base prima del loro avvicinamento e, in seguito, del reciproco distacco. Il primo stava scoprendo la via maestra per la soluzione dell'enigma isterico, ma non accetterà mai il ruolo centrale della sessualità che il secondo andava maturando e, inoltre, utilizzava il metodo dell'ipnosi, da cui Freud intendeva affrancarsi. L'idea di Breuer era che ogni sintomo fosse la manifestazione organica di un trauma psichico rimosso. Trauma rimosso e sintomo erano, quindi, collegati da un discorso. Il corpo esprimeva ciò che per la parola era inesprimibile. Tecnicamente, l'ipnosi fu chiamata da Breuer metodo catartico, ed esso era finalizzato all'abreazione, ossia allo scarico dell'emozione-affezione soppressa nel momento del trauma. Breuer si recava da Anna quasi ogni sera e una volta, sotto lieve ipnosi, ella ricordò uno degli eventi dolorosi accaduti durante la malattia paterna. L'espressione del ricordo, accompagnata da una forte emotività, fece scomparire uno dei sintomi. Dopo tale avvenimento, Breuer si convinse che ogni sintomo era collegato a un trauma sepolto che doveva essere riportato alla coscienza mediante il ricordo. Qui la radice della celeberrima proposizione freudiana contenuta in Studi sull'isteria: «Le isteriche soffrono di ricordi».



Breuer applicò il suo modello sintomo per sintomo, ma interruppe la terapia quando si rese conto di essersi innamorato della giovane e avvenente donna. Egli si spaventò della relazione affettiva che si era creata con la paziente, non seppe gestire il peso emozionale e interruppe la cura. Per Freud fu subito chiaro che non si trattava di un episodio fortuito, bensì di un tratto essenziale della terapia stessa. La psichiatria classica e il metodo catartico di Breuer, pur essendo profondamente diversi, avevano in comune la reificazione del soggetto isterico, che veniva sottomesso e manipolato. Quando nella narrazione emerse l'affettività che, inevitabilmente, mise in collegamento Breuer e Anna, la situazione divenne incontrollabile. Viceversa, Freud comprese che Breuer era stato vittima dello stesso processo che aveva fatto ammalare Anna, cioè un'affezione sessuale non ammessa. Inizia a farsi largo nella mente di Freud la teoria della traslazione, che oggi chiamiamo transfert, ossia il flusso emotivo di matrice erotica che dall'analizzando si emana verso l'analista, il quale a sua volta ricambia con un flusso di ritorno detto contro-transfert. Questo meccanismo non è accessorio rispetto all'analisi, ma ne costituisce la struttura portante. Tutto è giocato nella gestione di tale movimento che parte dall'analizzando e che a questi ritorna filtrato dall'analista. Transfert e contro-transfert sono l'unica possibilità di guarigione oppure i suoi più grandi ostacoli. Pertanto, è fondamentale il modo in cui l'analista restituisce l'enorme bagaglio emotivo di cui è investito. Per Freud, l'efficacia della terapia è commisurata al riconoscimento da parte dell'analista del rapporto erotico-affettivo con l'analizzando. Se l'analista riconosce tale flusso in entrata e in uscita, e se riesce a comprendere le proprie pulsioni sessuali rimosse, sarà in grado di aiutare l'analizzando nel medesimo processo e, quindi, lo coadiuverà nell'integrazione di tali elementi psichici nella sfera cosciente. Quando si crea una complicità affettiva tra analista e analizzando, quest'ultimo abbassa gli scudi in cui aveva bloccato l'affettività rimossa, la quale comincia a fluire nella normale attività psichica.

L'eziologia dell'isteria rimanda alla questione femminile, che Freud tratta con una certa ambiguità, da un lato riconoscendone la specificità e, dall'altro, tendendo a stemperarla in un più generico disagio sociale che tutti accomuna. Non a caso, sin dall'inizio, egli rileva l'esistenza di individui maschi isterici. Il tratto distintivo della condizione femminile afferisce piuttosto alla doppia ingiunzione nei confronti della sessualità in generale e della femminilità in particolare, che riguarda in maniera diversa i tempi di Freud e i nostri. Se si pensa alla donna come incasellata in un tacito ordine socio-culturale maschile e maschilista, all'interno del quale è figlia, sorella, moglie e madre, ossia è sempre qualcuno in funzione di qualcun altro, l'isteria può essere letta come la sollevazione disadattiva contro tale ordine. Freud ha definito il sintomo come discorso d'organo. Circa l'isteria, il sintomo diventa il discorso mediante il quale l'isterica si ribella all'istituzionalizzazione del fallocentrismo. Se la donna è inquadrata dentro il sistema maschile e maschilista, la sua sessualità sarà negata, perché sarà una sessualità che si dovrà adeguare alle fantasie erotiche maschili. Ecco dunque l'insorgere dei sintomi isterici sintetizzabili approssimativamente nel concetto di frustrazione delle fantasie erotiche femminili. Questo è il motivo per cui ancora oggi, anche se si preferisce reazione di conversione a «isteria», le isteriche mostrano un profondo conflitto tra la sfera sentimentale, orientata verso il romanticismo, e quella sessuale, tendente alla forte passionalità. Il che fa da contraltare all'immaginario maschile che rappresenta il femminile nelle figure dicotomiche della donna-angelo e della donna facile. Ed è questa la ragione per la quale le isteriche nutrono, in maniera latente o manifesta, desideri di vendetta nei confronti degli uomini.


Nelle Lettere a Wilhelm Fliess (1887-1904) assistiamo a una proto-psicoanalisi a distanza, all'autoanalisi di Freud e al transfert. Ivi sono anche poste le prime basi per una sistemazione epistemologica della scienza psicoanalitica. Il lascito di Breuer è la grande intuizione sintomo-ricordo, mentre il dissidio verte sulla prevalenza sessuale attribuita da Freud nell'eziologia isterica e sulla sua mancata accettazione da parte di Breuer. La psichiatria classica stabiliva un nesso lineare causa-effetto tra la disfunzione organica e l'alterazione degli stati psichici, senza per altro riuscire a sciogliere l'enigma. Breuer e Freud, in Studi sull'isteria, invertono la rotta dell'indagine, per cui è il trauma (o i traumi) psichico originario a determinare il malfunzionamento o il non funzionamento degli organi. Nello specifico, Freud, a differenza di Breuer, individua il trauma originario come trauma sessuale. In L'ereditarietà e l'etiologia delle nevrosi (1896), Freud scrive: «Caratteristiche precipue del mio punto di vista sono: che io innalzo queste pratiche sessuali al rango di cause specifiche, che io riconosco la loro azione in tutti i casi di nevrosi, che io ritrovo infine un parallelismo sistematico, prova di un particolare nesso etiologico tra la natura della pratica sessuale e il tipo morboso della nevrosi». Per Freud, in questa fase della ricerca, la causa dell'isteria è un trauma sessuale infantile inizialmente non riconosciuto come tale. Trattandosi di un avvenimento accaduto in età prepuberale, l'infante non riconosce subito l'evento come sessuale. Esso sarà investito di carica erotico-affettiva in un secondo momento, in seguito a episodi successivi di natura sessuale. In questo modo, è ribaltata la dinamica della psichiatria classica concernente la linearità di causa-effetto, poiché l'effetto precede la causa investendola di senso. Compito dell'analisi è ricostruire, attraverso il ricordo, il nesso fra i due elementi.

Durante il carteggio con Fliess, Freud corregge il modello del trauma sessuale infantile. Non sono persuaso che si tratti di una vera e propria sostituzione di paradigmi alternativi, ma piuttosto di un'integrazione di schemi complementari, benché, in una lettera all'amico datata 1 settembre 1897, Freud scriva: «Io non credo più ai miei neurotica». Il presupposto di quest'affermazione è lo stesso rapporto di transfert costituitosi con Fliess, il cui segno più evidente è l'idealizzazione del corrispondente (transfert positivo). Freud comprende che l'affettività sessuale attraversa l'intera esistenza dell'individuo, anche se in modalità diverse a seconda degli stadi evolutivi, e che il ruolo essenziale è svolto dall'attività inconscia. Il meccanismo causa-effetto, per quanto rovesciato, non tiene conto della complessità delle dinamiche della mente e della sua attitudine a simbolizzare. Al modello del trauma infantile si affianca così quello del trauma immaginario, secondo il quale un evento neutro originario è caricato di affettività erotica dall'azione dell'inconscio a partire dalla rimozione della libido (energia sessuale). La mente stabilisce collegamenti tra episodi eterogenei sostanziandoli di valenza sessuale sul substrato di un desiderio sessuale rimosso. Fine dell'analisi non è più tanto cognitivizzare un ricordo, bensì riportare alla luce l'intero processo inconscio che mette in comunicazione eventi recenti e ricordi. Questi ultimi possono essere del tutto inventati oppure contraffatti dall'immaginario. Mentre, in altri casi, essi mantengono un alto livello di fedeltà rispetto all'accaduto. I concetti di realtà e di verità ne escono rivoluzionati, poiché inglobano la dimensione dell'immaginario.

Stando al primo modello freudiano, le isteriche hanno subìto in tenera età una seduzione da parte di un uomo adulto solitamente afferente alla cerchia paterna. All'inizio, l'evento è come messo fra parentesi, poiché la mente infantile non è in grado di simbolizzarlo. Durante la pubertà, in virtù dell'investimento simbolico erotico, l'avvenimento diventerà patogeno. La patologia vera e propria si ha quando un episodio attuale richiama quello patogeno, sprigionandone l'energia. Il trauma necessita di una simbolizzazione ed è, pertanto, un'operazione che si svolge a posteriori, in una sorta di “traumatizzazione” del passato. Questo modello serviva anche a preservare la presunta innocenza infantile, ossia l'idea che in età prepuberale si è esseri asessuati. Il secondo modello, che nasce dal sospetto che molte pazienti abbiano mentito, offre una prospettiva diversa, che però non nega necessariamente l'esperienza della seduzione. Piuttosto, adesso è introdotto l'elemento dell'immaginario, per cui ciascuna esperienza è condita di affettività erotica, la quale altro non significa che ricerca del piacere. Che l'episodio seduttivo in età precoce sia avvenuto o meno, quel che conta è la dinamica che investe un oggetto mentale di significato, per cui traumatico non è l'evento in sé, ma il ricordo. Da questo punto in poi, la psicoanalisi è lo scioglimento della matassa della rete di significazioni che collega i nostri oggetti psichici sul linguaggio organizzato dell'inconscio, e l'infanzia è svincolata dall'innocenza e introdotta nei flussi di amore e di odio familiari: anche durante l'infanzia agisce la libido o la ricerca del piacere. Per Freud, i presupposti dell'isteria si strutturano su fantasie libidiche rivolte al genitore di sesso opposto, che rimosse diventano inconsce. La prima forma d'amore viene così frustrata. Se il desiderio sessuale, nel tempo, non è adeguatamente soddisfatto sviluppa i sintomi dell'isteria. La sindrome isterica si configura come un compromesso di espressione desiderante e repressione, il che spiega la compresenza particolarmente manifesta di piacere e dolore nelle donne isteriche durante l'atto sessuale.

Mirko Bradley

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